Italia, Italiano

Quattro componenti fondamentali. Il DNA rappresenta quindi il contenuto informativo delle funzionalità e della struttura degli esseri viventi, ed è sempre esistito in essi, al pari degli atomi e dell’ energia.

L’informazione e la sua elaborazione attraverso i computer hanno certamente un impatto notevole nella vita quotidiana. L’importanza è testimoniata, per esempio, dai sistemi di protezione escogitati mediante la crittografia e dal valore commerciale della borsa tecnologica. L’uso appropriato dell’ informazione pone problemi etici di rilievo, come nel caso della riservatezza riguardo le informazioni cliniche che potrebbero altrimenti avvantaggiare le compagnie di assicurazioni mediche e danneggiare i pazienti.

Misura dell'informazione

In una comunicazione, che avviene attraverso un dato alfabeto di simboli, l'informazione viene associata a ciascun simbolo trasmesso e viene definita come la riduzione di incertezza che si poteva avere a priori sul simbolo trasmesso.

In particolare, l'informazione collegata ad un simbolo è definita come - log(2)Pi dove Pi è la probabilità di trasmissione di quel simbolo. La quantità di informazione associata ad un simbolo è misurata in bit. La quantità di informazione così definita è una variabile aleatoria discreta, il cui valor medio, tipicamente riferito alla sorgente di simboli, è detto entropia della sorgente, misurata...

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La notizia è un'informazione di un avvenimento in corso o concluso, data da un giornalista a mezzo di stampa, trasmissione televisiva, radio, pubblicazione online o con altri mass media.

Le notizie vengono in genere cercate e smistate da delle agenzie di stampa: in Italia le più famose sono ANSA, Agenzia Giornalistica Italia (AGI) e Adnkronos, mentre nel mondo possiamo citare tra tutti Reuters e Associated Press.

Le notizie per essere pubblicabili devono rispettare alcuni requisiti, necessari per riportare correttamente il fatto e risultare interessanti, indicati con il neologismo notiziabilità:

Effetto: quante persone sono o sono state coinvolte?
Tempistica: l'evento è recente o in corso?
Novità: ci sono nuove informazioni in proposito?
Vicinanza: l'evento è vicino geograficamente?
Più sono elevati questi parametri, più la notizia risulterà potenzialmente interessante ad un lettore.

Si possono considerare anche altri parametri non tradizionali:

Divertimento: è una storia buffa o comica?
Stranezza: l'evento è molto insolito?
Celebrità: è coinvolto qualcuno molto famoso?
Le notizie possono essere distinte in diversi campi: politica, cronaca nera, cronaca rosa, cultura, ultime notizie, economiche e finanziarie...

Particolari tipi di notizie possono essere contenute nel reportage o nel dossier, delle analisi approfondite e documentate su un fenomeno.

Deve seguire la regola delle 5 W: who, what, where, when e why, a cui si aggiunge how (chi, che cosa, dove, quando, perché e come). Se in un articolo il giornalista riporta correttamente questi sei punti, la notizia è stata riportata chiaramente.

Le notizie dovrebbero essere oggettive e rispettare un pluralismo di punti di vista, mentre l'espressione di punti di vista è lasciata in genere agli opinionisti.

Questa condizione difficilmente è presente in nazioni dove le agenzie stampa sono controllate dallo Stato o da forze politiche, dove la stampa di regime usa il potere dei media per influenzare l'opinione pubblica.

Ultimamente su internet sono nati gli aggregatori di notizie: siti web che raccolgono le notizie del giorno da tutti i principali quotidiani italiani, e li raccolgono (cioè li aggregano, da cui il nome aggregatori) su una pagina consultabile poi dagli utenti del sito. Un po' come se fosse un riassunto delle principali notizie di tutti i quotidiani, ma con la comodità di dargli un rapido sguardo da un sito solo.

Alcuni esempi di aggregatori sono: google news, Rssitalia, oknotizie, notizie quotidiani

Estratto da Wikipedia
Categoria: Giornalismo
L'informazione è ciò che, per un osservatore o un recettore posto in una situazione in cui si hanno almeno due occorrenze possibili, supera un'incertezza e risolve un'alternativa, cioè sostituisce il noto all'ignoto, il certo all'incerto. In altre parole, essa riguarda il contesto in cui i dati sono raccolti, la loro codifica in forma intellegibile ed in definitiva il significato attribuito a tali dati.

Indice [nascondi]
1 Aspetti generali
2 Misura dell'informazione
3 Codifica dell'informazione
4 Note
5 Bibliografia

Aspetti generali
Il concetto di informazione è quanto mai vasto e differenziato: informazione è in generale qualunque notizia o racconto, qualunque comunicazione scritta o
orale contiene informazione. I dati in un archivio sono informazioni, così anche la configurazione degli atomi di un gas può venire considerata informazione. L’informazione può essere quindi misurata come le altre entità fisiche ed è sempre esistita, anche se la sua importanza è stata riconosciuta solo nel XX secolo.

Per esempio, la fondamentale scoperta della “doppia elica” del DNA nel 1953 da parte di James Watson e Francis Crick ha posto le basi biologiche per la comprensione della struttura degli esseri viventi da un punto di vista informativo. La doppia elica è costituita da due filamenti accoppiati e avvolti su se stessi, a formare una struttura elicoidale tridimensionale. Ciascun filamento può essere ricondotto a una sequenza di acidi nucleici (adenina, citosina, guanina, timina). Per rappresentarlo, si usa un alfabeto finito come nei calcolatori, quaternario invece che binario, dove le lettere sono scelte tra A,C,G e T, le iniziali delle quattro componenti fondamentali. Il DNA rappresenta quindi il contenuto informativo delle funzionalità e della struttura degli esseri viventi, ed è sempre esistito in essi, al pari degli atomi e dell’energia.

L’informazione e la sua elaborazione attraverso i computer hanno certamente un impatto notevole nella vita quotidiana. L’importanza è testimoniata, per esempio, dai sistemi di protezione escogitati mediante la crittografia e dal valore commerciale della borsa tecnologica. L’uso appropriato dell’informazione pone problemi etici di rilievo, come nel caso della riservatezza riguardo le informazioni cliniche che potrebbero altrimenti avvantaggiare le compagnie di assicurazioni mediche e danneggiare i pazienti.

Misura dell'informazione
In una comunicazione, che avviene attraverso un dato alfabeto di simboli, l'informazione viene associata a ciascun simbolo trasmesso e viene definita come la riduzione di incertezza che si poteva avere a priori sul simbolo trasmesso.

In particolare, l'informazione collegata ad un simbolo è definita come - log(2)Pi dove Pi è la probabilità di trasmissione di quel simbolo. La quantità di informazione associata ad un simbolo è misurata in bit. La quantità di informazione così definita è una variabile aleatoria discreta, il cui valor medio, tipicamente riferito alla sorgente di simboli, è detto entropia della sorgente, misurata in bit/simbolo. La velocità di informazione di una sorgente, che non coincide con la frequenza di emissione dei simboli, dato che non è detto che ogni simbolo trasporti un bit di informazione "utile", è il prodotto dell'entropia dei simboli emessi dalla sorgente per la frequenza di emissione di tali simboli (velocità di segnalazione).

Quanto sopra può essere generalizzato considerando che non è assolutamente obbligatorio che ogni simbolo sia codificato in maniera binaria (anche se questo è ciò che accade più spesso). Quindi l'informazione collegata ad un simbolo codificato in base a è per definizione pari a − log(a)Pi con Pi probabilità di trasmissione associata a quel simbolo. L'entropia della sorgente è per definizione pari alla sommatoria, estesa a tutti i simboli della sorgente, dei prodotti tra la probabilità di ciascun simbolo e il suo contenuto informativo. Nei casi particolari in cui a sia 10 l'entropia della sorgente è misurata in hartley, se invece a è pari al Numero di Eulero e si misura in nat.

Codifica dell'informazione
La codifica dell'informazione consiste nel trasformare una informazione generica in una informazione comprensibile da un dispositivo o che sia adatta alla successiva elaborazione.

Il primo problema da affrontare nei processi di elaborazione dell'informazione è la rappresentazione dell'informazione. L'informazione consiste nella ricezione di un messaggio tra un insieme di possibili messaggi. La definizione esatta è che l'informazione si rappresenta usando un numero finito di simboli affidabili e facilmente distinguibili.

All'interno delle apparecchiature digitali l'informazione è rappresentata mediante livelli di tensione o mediante magnetizzazione di dispositivi appropriati. Le richieste di affidabilità ci impongono che tali simboli per una maggiore efficienza siano due o al massimo tre: nel primo caso si hanno solo 0 e 1, corrispondenti a 2 livelli di tensione (standard TTL: 0/5 V; standard RS-232: +12 / -12 V) che vanno a formare la numerazione binaria; nel secondo caso si ha un terzo stadio che è indicato come HZ (alta impedenza) che non è altro che un livello indeterminato
causato dal filo "scollegato".

Note
Bibliografia
Hans Christian von Baeyer, Informazione. Il nuovo linguaggio della scienza, Edizioni Dedalo
Categorie: Teorie della comunicazione | Informazione |
Giornalista è la professione di chi svolge un'attività retribuita scrivendo articoli, inchieste (o reportage) ed editoriali per testate giornalistiche quotidiane o periodiche, o agenzie di stampa, su carta stampata o per emittenti radiofoniche o televisive.

Con l'avvento delle nuove tecnologie e con il consolidarsi dei più moderni mezzi di comunicazione di massa (internet, televisione, radiofonia, ecc.), la professione del giornalista ha visto ampliare notevolmente i propri orizzonti.

In Italia per svolgere l'attività del giornalista - regolamentata per legge (la numero 69 del 1963) e fondata su una precisa deontologia - occorre far parte di un apposito Ordine professionale che coordina, su un piano regionale, più associazioni di categoria. Chi non è iscritto all'Ordine non può considerarsi giornalista professionista ai sensi della legge, anche se svolge un'attività giornalistica, ma solo opinionista, giornalista pubblicista o free-lance.

All'interno di un'azienda editoriale, l'interlocutore naturale del giornalista è il caporedattore (o anche redattore capo), prima ancora che il direttore.

Sul piano esterno il giornalista, specie in occasione di vertenze sindacali, è chiamato a confrontarsi - per il tramite dei propri organismi di categoria - con la FIEG, la Federazione italiana degli editori di giornali, che raggruppa le maggiori aziende imprenditoriali del settore dell'informazione, editrici di quotidiani e periodici.

In alcuni casi più giornalisti possono associarsi riunendosi in cooperativa, per diventare essi stessi gli editori del giornale per il quale scrivono.

Le figure del giornalista sono molteplici e differenziate in rapporto al settore e all'azienda editoriale presso cui egli opera: si possono qui considerare principalmente quelle del cronista, del redattore, dell'inviato (che in alcuni casi può essere speciale, e perciò degno di essere considerato una grande firma), e dell'editorialista (che spesso coincide con il ruolo del direttore responsabile, cui spetta rappresentare la linea editoriale della testata ispirata dall'editore di riferimento).

Un giornalista può quindi occuparsi all'interno della sua professione dei più svariati argomenti, che è possibile inquadrare - sia pure grossolanamente - nelle diverse tipologie di cronaca:

cronaca bianca: si occupa prevalentemente sul piano locale dell'informazione spicciola non legata - come si può desumere dal nome - a episodi di cronaca nera;
cronaca nera: riferisce su episodi criminali o che hanno comunque uno svolgimento o una conclusione nefasti, quali furti, rapine, delitti, sequestri di persona, incidenti (sul lavoro o stradali), terremoti, alluvioni, ecc.; cronaca rosa (equivalente all'anglosassone gossip): vede protagonisti personaggi dello spettacolo o del jet set, incluse anche teste coronate e personalità dell'arte e della cultura degne di una qualche notorietà; cronaca politica: riporta - servendosi molto delle dichiarazioni di leader ed esponenti politici - i resoconti parlamentari e l'attività dei governi. Figura tradizionale di questo settore è quella del notista politico che redige quotidianamente articoli destinati a un pastone raccolto usualmente nelle prime pagine dei quotidiani; cronaca internazionale (o esteri): comprende genericamente notizie provenienti dalle più svariate parti del mondo; confrontando gli usi e le abitudini dei vari popoli, può sconfinare nella cronaca di costume; cronaca degli spettacoli e cronaca delle arti: si occupa degli eventi - nazionali ed internazionali - dei rispettivi ambiti; cronaca scientifica: rende conto di ogni scoperta nel campo delle innovazioni scientifiche, anche riguardo alla salute dell'uomo o alla scoperta di nuovi territori (l'attività del robot Spirit su
Marte, l'epidemia SARS o le biotecnologie come gli OGM possono essere esplicativi in questo senso).

cronaca sportiva: riporta e commenta i risultati degli sport più importanti, in relazione alla vocazione del giornale. Oltre alle testate specialistiche, ogni quotidiano ha normalmente una sezione sportiva.

cronaca economica e finanziaria: anticipa le strategie delle maggiori imprese, riporta l'andamento dei principali indicatori delle borse finanziarie, pubblica interviste ai protagonisti dell'economia, segue le principali azioni di politica economica (manovre economiche, DPEF, legge finanziaria, bilancio statale, ecc.), riporta le principali riunioni del CdA e degli azionisti in merito ai dividendi azionari o alle strategie di imprese quotate, ecc.

Il giornalista viene considerato specializzato se scrive su pubblicazioni che si occupano di una materia in particolare (sport, musica, arte, scienza o spettacolo o economia e finanza). Fornisce un particolare contributo all'informazione primaria se chiamato a ricoprire un ruolo decisamente non facile quale quello dell' inviato di guerra, che copre gli eventi bellici, rilanciando reportage dalle zone calde del globo.

Talvolta la figura del giornalista ha incarnato per il cinema, specie anglosassone, figure mitiche, disegnate sulla base dei reporter delle storiche agenzie di stampa United Press e Associated Press.

Dal 1923 i giornalisti hanno un patrono: San Francesco di Sales, che si celebra il 24 gennaio.

La televisione (dal greco τῆλε, "a distanza", e dal latino video, "vedere"), in sigla TV, è la diffusione contemporanea di medesimi contenuti visivi e sonori, fruibili in tempo reale o con un breve ritardo, ad utenti situati in aree geografiche servite da apposite reti per telecomunicazioni e dotati di specifici apparecchi elettronici ed eventualmente impianti per telecomunicazioni.

Da un punto di vista sociologico la televisione è uno dei mezzi di comunicazione di massa tra i più diffusi e apprezzati e naturalmente anche tra i più discussi. Dal punto di vista del pubblico, la semplicità d'uso e l'attuale basso costo l'hanno portata ad affiancare sempre più efficacemente la stampa e la radio come fonte di informazione e soprattutto di svago grazie agli innumerevoli spettacoli offerti. Da un punto di vista tecnologico la televisione è invece un'applicazione delle telecomunicazioni.

Il termine "televisione" venne stabilito il 10 marzo 1947 durante la conferenza mondiale delle radiocomunicazioni di Atlantic City dai delegati di 60 nazioni che, altresì, stabilirono di adottare come abbreviazione la sigla "TV".

Il primo televisore italiano (1936, da "L'illustrazione italiana)
Televisore dei primi anni cinquantaIndice [nascondi]
1 Molteplici diffusioni
2 I contenuti
2.1 Caratteristiche tecniche principali
2.2 Generi televisivi
3 Tipologie di televisione inerenti aspetti tecnologici
3.1 Televisione terrestre, televisione via cavo e televisione satellitare
3.2 Televisione analogica e televisione digitale
3.3 Televisione interattiva
3.3.1 Servizi interattivi
3.4 Televisione on demand
3.4.1 Televisione on demand in Italia
3.5 Televisione ad alta definizione
4 Tipologie di televisione inerenti altri aspetti
4.1 Televisione pubblica e televisione privata
4.1.1 Televisione pubblica e televisione privata in Italia
4.2 Pay TV
4.3 Televisione generalista e televisione tematica
5 Dotazioni per l'utente
6 Sviluppo e funzionamento
6.1 La televisione a colori
7 Storia
8 Bibliografia
9 Voci correlate
10 Altri progetti
11 Collegamenti esterni
11.1 Associazioni di categoria

Molteplici diffusioni [modifica]
Esistono molteplici diffusioni che sono chiamate emittenti televisive, reti televisive, canali televisivi, stazioni televisive, o anche emittenti TV, reti TV, canali TV, stazioni TV, oppure televisioni o TV, o, se è chiaro il contesto televisivo, anche emittenti, reti, canali, stazioni.

Ogni emittente ha un proprio nome che la identifica e un editore che ne cura i contenuti. La rete per telecomunicazioni con cui l'emittente televisiva viene diffusa agli utenti può essere di proprietà dell'editore dell'emittente ma anche di proprietà altrui. Se la rete di telecomunicazioni è di proprietà altrui l'editore paga per l'affitto della rete. Fa eccezione il caso in cui l'emittente viene offerta all'interno di una piattaforma televisiva a , in questo caso è il provider della piattaforma televisiva che paga l'editore dell'emittente televisiva per poter offrire l'emittente all'interno della propria piattaforma. La televisione è uno dei mezzi di comunicazione più utilizzati nel mondo.

I contenuti [modifica]
I contenuti diffusi agli utenti possono essere una ripresa della realtà, una creazione artificiale (i cartoni animati), o anche una combinazione delle due. Possono essere riprodotti oppure, in caso di ripresa della realtà, ripresi e contemporaneamente trasmessi agli utenti. In questo ultimo caso si parla di
"diretta" o, usando un termine inglese, di "live". La singola produzione visiva e
sonora diffusa agli utenti è chiamata programma televisivo. L'insieme dei programmi televisivi di un'emittente televisiva è chiamato palinsesto. Un programma televisivo può essere prodotto dall'editore dell'emittente televisiva oppure da altre aziende. Se è prodotto da altre aziende l'editore può comprarne la proprietà oppure limitarsi all'acquisto dei diritti di diffusione.

Caratteristiche tecniche principali []
Le caratteristiche tecniche dei contenuti visivi e sonori diffusi agli utenti variano a seconda dello standard televisivo utilizzato. Sono comunque individuali alcune caratteristiche principali comuni a tutti gli standard televisivi.

I contenuti visivi sono immagini in movimento bidimensionali di forma rettangolare. I primi anni sono stati utilizzati vari rapporti d'aspetto, oggi sono utilizzati i rapporti d'aspetto 4:3 e 16:9.

All'inizio i contenuti visivi erano in bianco e nero, poi gradualmente, a partire dal 1954 negli Stati Uniti, sono diventati a colori.

Le immagini in movimento sono ottenute visualizzando in rapida sequenza delle immagini fisse chiamate frame, termine di lingua inglese, o quadri, termine italiano, in modo analogo a quanto avviene nel cinema con la pellicola cinematografica. Per il fenomeno della persistenza della visione se le immagini fisse sono visualizzate ad una velocità sufficientemente alta sono percepite come immagini in movimento e non come sequenza di immagini fisse. La frequenza delle immagini è misurata in frame per secondo ed è quasi sempre 25 o 30. I moderni standard televisivi per la televisione digitale prevedono anche valori di 50 o 60.

I contenuti sonori possono essere mono, stereo o multicanale. Può anche essere disponibile più di un sonoro contemporaneamente, uno solo dei quali ovviamente ascoltabile a scelta dell'utente. Tale funzionalità permette ad esempio con un film di poter ascoltare la colonna sonora originale o quella doppiata in altre lingue.

Per un'informazione più particolareggiata sulle caratteristiche tecniche dei contenuti visivi e sonori si veda la voce Standard televisivi.

Generi televisivi []
I contenuti visivi e sonori diffusi agli utenti sono i più vari ma essenzialmente finalizzati ad informare o intrattenere. Non sempre è possibile farli rientrare in un genere specifico, a volte invece rientrano in più di uno. Sono comunque riconosciuti i seguenti generi televisivi, alcuni non propri della televisione.

Generi propri della televisione:

telegiornale
talk show
reality show
fiction televisiva
telefilm
film per la TV
miniserie televisiva
serie televisiva
serial televisivo
sceneggiato televisivo
telenovela
teleteatro
Generi non propri della televisione:

documentario (viene prodotto anche per il cinema)
situation comedy (viene prodotta anche per la radio)
soap opera (viene prodotta anche per la radio)
varietà (nato nel teatro)

Tipologie di televisione inerenti aspetti tecnologici []

Televisione terrestre, televisione via cavo e televisione satellitare [modifica]
La televisione viene diffusa agli utenti attraverso reti per telecomunicazioni che possono utilizzare metodi di trasmissione diversi in diversi tratti della rete. In base al metodo di trasmissione utilizzato nel tratto di rete che giunge all'utente la televisione si distingue in televisione terrestre se il metodo di trasmissione utilizza onde radio emesse da trasmettitori posti sulla superficie terrestre, in televisione satellitare se il metodo di trasmissione utilizza onde radio emesse da trasmettitori posti su satelliti per telecomunicazioni, in televisione via cavo se il metodo di trasmissione utilizza un cavo per telecomunicazioni.

Televisione analogica e televisione digitale []
Da un punto di vista tecnico la televisione è un'informazione elettronica e l'informazione elettronica può essere rappresentata in due forme diverse: analogica o digitale. In base al tipo di rappresentazione utilizzata per l'informazione elettronica la televisione si distingue in televisione analogica se la rappresentazione è analogica e in televisione digitale se la rappresentazione
è digitale. In realtà nella televisione analogica solo la componente visiva, le immagini in movimento, è sempre rappresentata in forma analogica, le altre componenti, come ad esempio il suono, possono anche essere rappresentate in forma digitale. Nella televisione digitale invece ogni componente informativa (immagini, suono, servizi interattivi) è sempre in forma digitale. In Italia l'unica componente informativa della televisione analogica attualmente rappresentata in forma digitale è il teletext.

Sia la rappresentazione analogica dell'informazione elettronica televisiva che quella digitale sono usate per la televisione terrestre, per la televisione via cavo e per la televisione satellitare.

In modo ancora più particolareggiato la televisione viene quindi distinta in televisione analogica terrestre e televisione digitale terrestre, televisione analogica via cavo e televisione digitale via cavo, televisione analogica satellitare e televisione digitale satellitare.

Da un punto di vista tecnico televisione analogica e televisione digitale significa standard televisivi diversi. Lo standard televisivo è necessario affinché il provider televisivo e l'utente televisivo possano comunicare attraverso apparecchiature televisive interoperanti. Lo standard televisivo non è altro infatti che un "linguaggio" basato su rigorose regole, le specifiche tecniche, che le apparecchiature televisive devono seguire per risultare interoperanti. Standard televisivi diversi da un punto di vista pratico per l'utente significa doversi dotare di apparecchi televisivi compatibili, per questo è buona norma limitare il più possibile la proliferazione di standard televisivi. Spesso però interessi di tipo commerciale o anche politico vanno contro tale principio.

Da un punto di vista prestazionale televisione digitale significa funzionalità e servizi quasi illimitati per la facilità di implementazione permessa dalla tecnologia digitale. La televisione infatti è nata come analogica ma il futuro è certamente nella tecnologia digitale per gli indubbi vantaggi che questa offre rispetto alla tecnologia analogica. Per questo è in atto un progressivo passaggio dalla televisione analogica alla televisione digitale. Quando il passaggio sarà completato non si parlerà più di televisione analogica terrestre e televisione digitale terrestre, o di televisione analogica satellitare e televisione digitale satellitare, ma di nuovo semplicemente di televisione terrestre, televisione satellitare e televisione via cavo, come quando la tecnologia digitale non aveva fatto ancora il suo ingresso in campo televisivo e la televisione digitale non esisteva ancora.

Televisione interattiva []
La televisione nasce come comunicazione unidirezionale dal provider televisivo all'utente, cioè l'utente non ha la possibilità di interagire con la televisione. L'editore dell'emittente televisiva decide i programmi televisivi di cui deve fruire l'utente e tutti gli utenti fruiscono dei medesimi programmi televisivi nel medesimo istante. L'unica forma di interazione dell'utente con la televisione è la possibilità di scegliere l'emittente televisiva tra quelle disponibili.

Con il passare degli anni e il progredire della tecnologia, in particolare di quella digitale, iniziano ad essere disponibili i primi servizi televisivi attraverso cui l'utente interagisce con la televisione, tali servizi sono chiamati servizi interattivi (per approfondire il concetto di interattività si veda la relativa voce). Nasce così la televisione interattiva, la televisione in cui sono disponibili i servizi interattivi.

Oggi i moderni standard televisivi per la televisione digitale, in modo particolare l'IPTV, non pongono limiti alle possibilità di interazione dell'utente con la televisione, gli unici limiti sono dati dalle capacità e dalla creatività degli sviluppatori dei servizi interattivi.

Servizi interattivi []
I servizi interattivi sono:

teletext: permette di fruire di contenuti testuali/semigrafici. I contenuti offerti sono i più vari: dalle notizie alla guida ai programmi televisivi, dalle informazioni di utilità sociale agli annunci economici, dall'orario dei treni alla pubblicità. Il teletext è stato il primo servizio interattivo sviluppato per la televisione.
pay per view: permette di fruire a pagamento di un programma televisivo, o di un gruppo di programmi televisivi, da un archivio messo a disposizione dal provider televisivo.
video on demand: permette di fruire di un programma televisivo, da un archivio messo a disposizione dal provider televisivo, in qualsiasi momento non appena lo si richiede. Può essere abbinato alla pay per view.
videogioco.
Esistono poi molti altri servizi interattivi non identificati da una denominazione generica ma da un nome proprio attribuito dall'editore.

Televisione on demand []
La televisione on demand è la televisione in cui è disponibile il video on demand, è quindi una tipologia di televisione interattiva.

Nella televisione tradizionale è l'editore dell'emittente televisiva che sceglie quali programmi televisivi fornire agli utenti e a quale ora. Una volta effettuata tale scelta, stabilito cioè il palinsesto, tutti gli utenti fruiscono dei medesimi programmi al medesimo orario. Nella TV on demand è invece l'utente che sceglie il programma televisivo (da un archivio più o meno capiente messo a disposizione dell'editore) e l'orario di visione.

La TV on demand supera quindi due dei principali limiti della televisione tradizionale: la diffusione contemporanea a tutti gli utenti dei medesimi programmi televisivi e l'impossibilità da parte dell'utente di scegliere quale programma televisivo fruire (eccezione fatta per la possibilità di scegliere il programma televisivo di un'altra emittente televisiva). Per questo la TV on demand è da ritenersi un nuovo concetto di televisione, e più che una tipologia di televisione interattiva deve essere contrapposta alla televisione tradizionale. Dopo la nascita della TV on demand, la televisione tradizionale, al fine di distinguerla da quella on demand, viene infatti detta televisione lineare.

La TV on demand è una novità degli ultimi anni resa possibile dagli ingenti sviluppi avvenuti in campo tecnologico nei settori dell'elettronica e dell'informatica.

Televisione on demand in Italia []
Per ora in Italia ad offrire la TV on demand sono le piattaforme TVdiFASTWEB, Alice Home TV e Tiscali TV.

Nella tipologia di TV on demand può essere classificata anche la trasmissione di contenuti audio e video su telefono cellulare.

Tutti gli operatori telefonici prevedono offerte di questo tipo per la visione in diretta o in differita, principalmente di telegiornali ed eventi sportivi.

Ogni operatore collabora con una certo numero di case costruttrici di cellulari, le quali permettono l'accesso al portale e ai contenuti. In Italia, la TV sui cellulari è broadcast blocked, ossia un cellulare permette di vedere i contenuti di un solo operatore.

Diversamente dalla SIM, non c'è un periodo trascorso il quale l'operatore telefonico è obbligato dalla legge antitrust a permettere l'uso del terminale anche con altri operatori.

Inoltre è in via di sviluppo TW-NET un'ulteriore piattaforma innovativa multicast (la televisione che vuoi, quando vuoi) che permette di ricevere e interagire in tecnologia multicast con i broadcasters.

Televisione ad alta definizione []
Per approfondire, vedi la voce Televisione ad alta definizione.

La definizione dell'immagine televisiva è sempre stata fin dalla nascita della televisione un aspetto rilevante. Le prime diffusioni televisive non sperimentali iniziano a partire dal 1928 negli Stati Uniti e a partire dal 1929 nel Regno Unito e in Germania. È una televisione elettromeccanica che ha dalle trenta alle cinquanta linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva.
Per questo non è presa troppo in considerazione, l'immagine è veramente scadente. Si pensi ad esempio che gli standard televisivi di televisione analogica utilizzati oggi in Italia hanno 576 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva. Si pensi anche che nel 1928 esisteva già dal 1895 il cinema con una buona qualità dell'immagine. La televisione è vista dalla gente comune ancora come qualcosa di sperimentale, come un gioco tecnologico. Nella sua massima evoluzione la televisione elettromeccanica raggiungerà 240 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva prima di essere completamente dismessa già nel 1939 sostituita dalla televisione elettronica.

La televisione elettromeccanica è una televisione ad uno stadio embrionale che si diffonde solo in pochissime nazioni del mondo e in aree geografiche molto limitate. In Italia ad esempio non si diffonde, viene solamente sperimentata. È definita elettromeccanica perché l'apparecchio di acquisizione delle immagini (la telecamera) e quello di visione (il televisore) sono basati su un dispositivo elettromeccanico, il disco di Nipkow.

Una televisione completamente elettronica, in cui cioè l'apparecchio di acquisizione delle immagini e quello di visione sono basati su dispositivi elettronici, si diffonde a partire dal 1936 nel Regno Unito e in Germania, a partire dal 1938 in Francia, e a partire dal 1939 negli Stati Uniti. È una televisione che ha intorno alle 400 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva e viene definita televisione ad alta definizione avendo una definizione dell'immagine televisiva significativamente più alta della televisione elettromeccanica.

Nel 1939 viene dismessa la televisione elettromeccanica e la televisione elettronica rimane l'unica esistente (tuttora è l'unica esistente), appaiono infatti subito chiare le maggiori potenzialità della televisione elettronica. Nella seconda metà del XX secolo si diffondono in tutto il mondo standard televisivi con 486 e 576 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva. Tali risoluzioni diventano quindi la norma e non ci si riferisce più ad esse come televisione ad alta definizione ma come televisione a definizione standard. Il termine "televisione ad alta definizione" assume infatti una valenza diversa nel corso degli anni. È un termine che indica in modo generico una televisione con definizione dell'immagine significatamente superiore a quella della televisione maggiormente diffusa correntemente. Quando la televisione che oggi è considerata ad alta definizione diventerà la norma saranno già sperimentate o anche adottate definizioni dell'immagine televisiva ancora più alte che verranno definite a loro volta televisione ad alta definizione.

Dal 1948 al 1986 la Francia adotta uno standard di televisione analogica con 755 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva. Tale risoluzione è considerata tuttora televisione ad alta definizione. L'unico altro standard di televisione analogica adottato nel mondo e considerato tuttora televisione ad alta definizione è quello adottato in Giappone.

Nel 1968 il Dr. Takashi Fujio, direttore dei laboratori di ricerca della NHK, la televisione pubblica giapponese, inizia a studiare una televisione ad alta definizione con oltre 1000 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva. Nel 1980 sono realizzati i primi apparecchi televisivi (telecamera, videoregistratore, telecinema) per uno standard televisivo a 1035 linee di
risoluzione verticale dell'immagine televisiva. Nel 1987 la NHK inizia la diffusione via satellite di un'emittente televisiva ad alta definizione, lo standard televisivo è denominato MUSE. Lo standard televisivo verrà abbandonato nel 2007 in favore dei nuovi standard televisivi digitali che prevedono anche la televisione ad alta definizione: ISDB-T (per la televisione terrestre), ISDB-S (per la televisione satellitare), e ISDB-C (per la televisione via cavo).

Nel frattempo anche l'Europa e gli Stati Uniti non stanno a guardare e avviano progetti per la definizione di standard analogici di televisione ad alta definizione. Nel 1986 la CEE lancia il progetto Eureka 95 per sostenere economicamente la diffusione della televisione ad alta definizione in Europa. Nel 1987 iniziano le prime trasmissioni sperimentali di televisione ad alta definizione con lo standard analogico HD-MAC. È lo standard proposto per l'Europa ed ha 1152 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva. Tale standard non verrà però mai adottato perché nuovi sviluppi in campo digitale renderanno la televisione digitale, ritenuta fino ad allora solo un progetto futuribile, realizzabile nel breve periodo. I vantaggi e le possibilità che prospetta la televisione digitale fanno cessare ogni investimento sulla televisione analogica in favore di quella digitale, anche quelli riguardanti la televisione ad alta definizione. Nel
1993 il progetto Eureka 95 viene abbandonato e nello stesso anno viene fondato il consorzio DVB Project con lo scopo di creare degli standard europei per la televisione digitale, standard che oggi vengono utilizzati in tutto il mondo.

Anche gli Stati Uniti non sono da meno anche se non arriveranno mai a definire uno standard analogico per la televisione ad alta definizione. Già nel 1977 la SMPTE, uno dei più importanti enti internazionali che si occupa di standard cinematografici e televisivi che ha base negli Stati Uniti, crea un gruppo di studio sulla televisione ad alta definizione. Nel 1981 sempre la SMPTE crea l'HDTV Electronic Production Working Group che nello stesso anno definisce un primo formato video per la televisione ad alta definizione con 1035 linee di risoluzione verticale
dell'immagine video. Nel 1982 l'EIA, l'IEEE, il NAB, l'NCTA e la SMPTE creano l'ATSC un'organizzazione non profit per lo sviluppo di standard avanzati di televisione destinati primariamente agli Stati Uniti. L'ATSC però non arriverà mai a definire uno standard analogico di televisione ad alta definizione. A partire dal 1993 sposterà infatti l'attenzione esclusivamente sulla televisione digitale abbandonando quella analogica e nel 1995 delibererà i primi standard per la televisione digitale.

Oggi i moderni standard di televisione digitale prevedono anche la televisione ad alta definizione con risoluzione verticale dell'immagine televisiva di 720 e 1080 pixel (nota sulla terminologia: nella televisione digitale si parla di pixel invece che di linee, termine quest'ultimo usato solo con la televisione analogica).

Tipologie di televisione inerenti altri aspetti [modifica]

Televisione pubblica e televisione privata [modifica]
La televisione inizia timidamente a diffondersi a partire dal 1928 negli Stati Uniti e a partire dal 1929 nel Regno Unito e in Germania. È una televisione elettromeccanica basata sul disco di Nipkow ancora ad un stadio embrionale con solo qualche decina di linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva e diffusa solo in alcune aree geografiche molto ristrette. Una televisione totalmente elettronica inizia a diffondersi a partire dal 1936 nel Regno Unito e in Germania, a partire dal 1938 in Francia, e a partire dal 1939 negli Stati Uniti, ed ha intorno alle 400 linee di risoluzione verticale dell'immagine televisiva.

Due sono però le nazioni che fanno da modello per il resto del mondo, gli Stati Uniti, in particolare inizialmente per l'America settentrionale, e il Regno Unito, in particolare inizialmente per l'Europa. Negli Stati Uniti si afferma una televisione completamente libera affidata all'iniziativa privata, finanziata dalla pubblicità e volta al profitto economico. Nel Regno Unito invece si afferma una televisione monopolistica affidata allo Stato e gestita con finalità di servizio pubblico. Nel caso di televisione affidata allo Stato si parla di televisione pubblica, mentre nel caso di televisione affidata all'iniziativa privata si parla di televisione privata o televisione commerciale.

Con il passare dei decenni entrambi i modelli si affermano anche all'interno della stessa nazione, ma restano presenti gli aspetti positivi che li hanno contraddistinti in passato: il regime di libertà, e di conseguenza di concorrenza, presente nella televisione privata produce un'offerta ricca e di qualità, mentre la televisione pubblica offre qualità in programmi televisivi spesso trascurati dalla televisione privata perché di basso audience e quindi di scarso profitto (noti in tutto il mondo sono ad esempio i documentari dell'inglese BBC per la qualità offerta). In generale la televisione pubblica è più attenta nel fornire programmi di utilità sociale e di maggiore levatura culturale (un esempio sono gli sceneggiati televisivi della RAI).

Televisione pubblica e televisione privata in Italia []
Quando parte ufficialmente la televisione in Italia, il 3 gennaio 1954, è, come nel resto d'Europa, una televisione pubblica gestita dallo Stato in regime di monopolio. Nonostante le numerose richieste eseguite nel corso degli anni da liberi cittadini intenzionati a gestire una propria emittente televisiva, il Parlamento si dimostra non favorevole e anche la Corte Costituzionale, interpellata a proposito, si pronuncia a sfavore. Solo dopo accese battaglie giudiziarie nel 1974 viene permessa la televisione privata. Prima relativamente alla televisione via cavo (in ambito locale) a seguito della Sentenza n.225 del 1974 della Corte Costituzionale, e poi anche relativamente alla televisione terrestre (sempre in ambito locale) a seguito della Sentenza n.202 del 1976 della Corte Costituzionale. A seguito di tale liberalizzazione nascono centinaia di emittenti televisive locali. Tra queste le emittenti del gruppo Fininvest primeggiano e si trasformano da realtà locali a realtà nazionali ottenendo prima l'autorizzazione a coprire tutta l'Italia, poi l'uso della diretta, prima di allora non concessa alle televisioni private. Nasce così una realtà aziendale, Mediaset, in grado di rivaleggiare con il servizio pubblico della RAI.

Pay TV []
La pay TV è la televisione privata a pagamento.

La televisione privata nasce gratuita: l'editore dell'emittente televisiva si finanzia attraverso la pubblicità e l'utente televisivo fruisce dei vari programmi televisivi gratuitamente. La pay TV nasce per fornire programmi televisivi di pregio e possibilmente non interrotti dalla pubblicità, programmi per cui l'utente è disposto a pagare, come film e telefilm in prima visione televisiva o eventi sportivi di particolare importanza.

Per estensione una pay TV è anche un'emittente televisiva, o una piattaforma televisiva, a pagamento. Raramente oggi però sono offerte singole emittenti televisive a pagamento, la tendenza è quella di offrire una piattaforma televisiva, cioè un'offerta il più possibile ricca e variegata in modo da attrarre il più possibile l'acquirente.

Televisione generalista e televisione tematica [
La televisione generalista è la televisione che offre i contenuti più vari, dal film al documentario, dall'evento sportivo al talk show, dal telegiornale alla rubrica culturale. La televisione tematica invece è la televisione che offre contenuti ristretti ad un particolare ambito di interesse, ad esempio l'informazione, lo sport, i documentari, la musica, il cinema.

La televisione nasce generalista. In seguito, con il proliferare di emittenti televisive in concorrenza tra loro, nasce l'idea di restringere l'offerta di contenuti ad un particolare ambito come modo per assicurarsi un proprio bacino di utenti. Con l'arrivo poi della pay TV la televisione tematica si afferma definitivamente: i provider delle piattaforme televisive a pagamento cercano
infatti di arrichire e diversificare il più possibile l'offerta di contenuti in modo da attrarre il maggior numero di utenti e ciò viene attuato offrendo ogni genere di televisioni tematiche in modo che sia possibile fruire dei contenuti preferiti in ogni momento della giornata.

Dotazioni per l'utente [modifica]
Per ricevere la televisione è necessario il televisore. Il televisore è l'apparecchio elettronico che visualizza i contenuti visivi, riproduce i contenuti sonori, ed eventualmente gestisce i servizi interattivi della televisione. Molto sommariamente è composto dalle seguenti parti: lo schermo (dispositivo di visualizzazione dei contenuti visivi), uno o più altoparlanti (dispositivi per la
riproduzione dei contenuti sonori), l'elettronica per il funzionamento di questi due dispositivi, e il ricevitore. Il ricevitore è l'insieme dei circuiti elettronici per la compatibilità con gli standard televisivi.

In alternativa al televisore si può usare un monitor. Il monitor è l'apparecchio elettronico che riproduce contenuti visivi di tipo televisivo e/o di altro tipo, come ad esempio quelli di un computer, è necessario quindi che sia predisposto per visualizzare i contenuti visivi di tipo televisivo. Può non essere predisposto per la riproduzione di contenuti sonori, in questo caso è necessario provvedere con un impianto di riproduzione sonora esterno. Inoltre il monitor è sempre sprovvisto del ricevitore, sono però disponibili ricevitori esterni. Il ricevitore esterno per la
televisione analogica è anche chiamato sintonizzatore o set top box (set top box è la denominazione per un generico apparecchio elettronico che aggiunge funzionalità televisive ad un televisore, ad un monitor, o ad un videoproiettore), per la televisione digitale invece è anche chimato decoder (decoder è una semplificazione di Integrated Receiver and Decoder, in sigla IRD, termine però che non si è mai diffuso nell'uso comune) o set top box. In particolare se il decoder è per la televisione digitale terrestre è detto decoder terrestre, se è per la televisione
digitale satellitare è detto decoder satellitare.

Tutti i moderni televisori sono dotati di connettori per collegare, al pari dei monitor e dei videoproiettore (fatta eccezione eventualmente per il sonoro), eventuali set top box. Se il televisore non è compatibile con gli standard televisivi che si vuole ricevere, è quindi possibile dotarsi della compatibilità con tali standard attraverso l'appropriato set top box. Inoltre è anche possibile
collegare al televisore altri tipi di apparecchi come videocamere, videoregistratori, lettori DVD, ecc.

Un seconda alternativa al televisore è il videoproiettore. Il videoproiettore è un apparecchio elettronico che proietta contenuti visivi di tipo televisivo e/o di altro tipo su appositi teli. Per il videoproiettore vale tutto quanto già detto per il monitor.

Per la televisione terrestre e la televisione satellitare serve anche un'apposita antenna. Per la televisione terrestre può essere sufficiente anche un'antenna di dimensioni ridotte, può quindi essere anche integrata nel televisore. La televisione terrestre e la televisione satellitare sono ricevibili anche in movimento. Ma mentre per la televisione terrestre sono possibili televisori palmari (anche integrati con altri tipi di apparecchi palmari come ad esempio i telefonini), la televisione satellitare è ricevibile in movimento solo su mezzi mobili in quanto è necessario un
certo spazio per l'installazione dell'antenna. Un'antenna satellitare per mezzi mobili è anche notevolmente più costosa di quelle per postazione fissa in quanto dovendo mantenere il puntamento sul satellite geostazionario è dotata di meccanismi automatici di puntamento. Un altro svantaggio della televisione satellitare è che tra l'antenna e il satellite non ci può essere nessun tipo di ostacolo. Non è quindi possibile ad esempio installare l'antenna satellitare all'interno di edifici.

La televisione via cavo serve solo punti fissi, tipicamente luoghi abitativi.

Per predisporre all'interno di abitazioni più punti di accesso alla stessa antenna, o allo stesso cavo in caso di televisione via cavo, è necessario anche un apposito impianto di telecomunicazioni.

Sviluppo e funzionamento []
Considerata concettualmente un'evoluzione della radio, la quale è limitata alla sola diffusione di contenuti sonori, la televisione fu parallelamente sviluppata da diversi gruppi di lavoro in diversi paesi (è quindi arduo individuare una reale primogenitura), anche per finalità militari (come spesso accade per molte invenzioni) e fu resa disponibile al pubblico subito dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Mentre per l'audio poteva agevolmente utilizzarsi la tecnologia della radio, per la ripresa, la trasmissione e la ricezione delle immagini dovevano studiarsi nuove forme tecniche da affiancare.

Partendo dal concetto della persistenza delle immagini sulla retina umana, il cui principale utilizzo comunicativo era il cinema, allora con il marcato consolidamento, e con il calcolo delle proporzioni di definizione per le quali l'occhio umano non avrebbe potuto distinguere le differenze di dimensione
infinitesima, si pensò di rendere su uno schermo idoneo (televisore) un'immagine elettronica scandita altrove da una telecamera e trasmessa via radio.

La telecamera, ricalcata per le ottiche sulla cinepresa, analizzava elettronicamente brandelli infinitesimali dell'immagine inquadrata, usando un pennello elettronico di lettura che scandiva l'immagine per righe, da sinistra a destra, componeva un pacchetto di dati del tipo "luce/buio" (analogo all'acceso/spento e poi allo 0/1 del sistema binario) e lo trasmetteva ordinatamente via radio.

Dall'altro lato, il ricevitore decodificava questi dati attraverso un altro pennello elettronico (di scrittura) che percorreva da dietro, sempre per righe alterne, lo schermo: questo fascio di elettroni accendeva dei fosfori che una volta "eccitati" emettevano luce, lasciando inerti quelli dove occorreva buio.

Il fascio di elettroni veniva "guidato" da un campo elettromagnetico creato da delle bobine che si trovano sul collo del tubo catodico

I tempi ridottissimi di scansione (25 fotogrammi al secondo) consentivano poi di rendere le immagini in sequenza a ritmi superiori a quelli del cinema, consentendo un'ottimale resa del movimento.

Per la trasmissione furono scelte gamme di frequenza che consentissero un'ampia portata di dati: le migliori risultarono infine quelle delle VHF (Very High Frequencies, frequenze da 30 a 300 MHz) e UHF (Ultra High Frequencies, frequenze da 300 MHz a 3.0 GHz). Per la ricezione si rese necessario dotare gli apparati riceventi di antenne complesse, capaci di raccogliere con sufficiente amplificazione le vari componenti del segnale.

La banda che ogni canale occupa è di 7 MHz per trasmissioni in VHF, 8 MHz per trasmissioni in UHF.

La televisione a colori
Per approfondire, vedi la voce Televisione a colori.

Col tempo, e col progresso delle tecnologie elettroniche (ma anche con la progressiva riduzione delle dimensioni dei componenti, grazie ai transistor), fu possibile ipotizzare e realizzare una trasmissione di immagini a colori, effettuando analisi e suddivisioni dell'immagine scandita secondo le componenti dei colori fondamentali (rosso, blu e verde), da riprodurre in tutta analogia su schermi i cui fosfori erano divisi ciascuno in tre fosfori più piccoli, uno rosso, uno blu ed uno verde.

quattro componenti fondamentali. Il DNA rappresenta quindi il contenuto informativo delle funzionalità e della struttura degli esseri viventi, ed è sempre esistito in essi, al pari degli atomi e dell’energia.

L’informazione e la sua elaborazione attraverso i computer hanno certamente un impatto notevole nella vita quotidiana. L’importanza è testimoniata, per esempio, dai sistemi di protezione escogitati mediante la crittografia e dal valore commerciale della borsa tecnologica. L’uso appropriato dell’informazione pone problemi etici di rilievo, come nel caso della riservatezza riguardo le informazioni
cliniche che potrebbero altrimenti avvantaggiare le compagnie di assicurazioni mediche e danneggiare i pazienti.

Misura dell'informazione

In una comunicazione, che avviene attraverso un dato alfabeto di simboli, l'informazione viene associata a ciascun simbolo trasmesso e viene definita come la riduzione di incertezza che si poteva avere a priori sul simbolo trasmesso.

In particolare, l'informazione collegata ad un simbolo è definita come - log(2)Pi dove Pi è la probabilità di trasmissione di quel simbolo. La quantità di informazione associata ad un simbolo è misurata in bit. La quantità di informazione così definita è una variabile aleatoria discreta, il cui valor medio, tipicamente riferito alla sorgente di simboli, è detto entropia della sorgente, misurata...